Caos nei trasporti per il blocco di Suez

Il canale è ostruito da due giorni a causa di una manovra sbagliata di una porta-container incagliatasi sul fondale.

Alla serie di eventi che concorrono al caos dei trasporti e della logistica internazionale, con riflessi sui costi e la disponibilità di materie plastiche, si aggiunge ora il blocco del Canale di Suez, punto di snodo dei traffici di merci e petrolio diretti all’Europa.

La causa è l’errata manovra di una portacontainer, che il 23 marzo scorso si è messa di traverso per poi incagliarsi, ostruendo la navigazione del Canale. I rimorchiatori sono riusciti a muovere la nave e le daghe stanno lavorando per scavare il fondale, ma ancora oggi il traffico marittimo risultava bloccato nelle due direzioni.

Il blocco del canale avrà gravi conseguenze nel trasporto marittimo da e per il Mediterraneo e non solo per quanto riguarda il flusso dei container, ma anche nel rifornimento di petrolio.
Numerose petroliere sono ferme in entrambi i versanti del Canale di Suez, piene di petrolio caricato in Arabia Saudita, Oman, Russia e Stati Uniti.
Si stima che ogni giorno transitino nel canale circa 55mila TEU, oltre a 13 milioni di barili di petrolio, il cui prezzo è destinato a lievitare.

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