La Cina: comprare energia a tutti i costi. Gas in volata, Asia a terra.

Il vice premier, Han Zheng, ha detto al Paese che i blackout non saranno più tollerati e di agire subito, con l’effetto che il gas, giunto all’equivalente di 180 dollari al barile di Brent, continuerà a correre mandando in tilt l’Europa. Borse cinesi chiuse per il National Day, futures su Wall Street in forte calo.

Con le borse cinesi chiuse da oggi per una settimana a festeggiare il National Day, ma i problemi struturali che persistono in Cina, l’Asia è in profondo rosso. Alle ore 7:20 italiane il Nikkei perde il 2,2%, l’indice Asia Dow l’1,3%, Singapore l’1,25%. L’oro cede a sua volta lo 0,25% a 1.752 dollari l’oncia, in calo anche il petrolio Wti americano dello 0,33% a 74, 78 dollari il barile. Ma il gas naturale sta salendo imperterrito, +2% a 5,97 dollari, con quello europeo (Dutch TTF Gas Futures) che ieri sera volava a 93.755 euro, +7.49%, ai massimi storici.

L’euro passa di mano a 1,1579, lo yen a 111, 16, in rialzo dello 0,10%, la sterlina cede lo 0,15% a 1,3454. Sono vendite sul T bond Usa in un mercato che teme la crisi energetica globale, il rendimento passa dall’1,5% all’1,479%, mentre i futures su Wall Stree sono in deciso rosso (-0,6%). Il Nikkei si sta portando ai minimi dell’ultimo mese ed è in procinto di crollare del 4,6% questa settimana a causa dei persistenti timori sull’inflazione, l’aumento dei rendimenti obbligazionari e l’incertezza del bilancio negli Stati Uniti che hanno fatto chiudere ieri Wall Street chiuso in rosso, con l’S&P 500 che ha registrato il mese peggiore dall’inizio della pandemia. Anche la notizia che il Giappone protestato in maniera decisa nei confronti della Corea del Nord per il lancio di un missile balistico da parte di Pyongyang ha pesato sul sentiment.

Ma a colpire vermente i mercati è ancora un volta la Cina. Come riporta Bloomberg il vice premier Han Zheng, che supervisiona il settore energetico della nazione, ha detto che i blackout non saranno più tollerati. E ha ordinato alle principali società energetiche statali del Paese di assicurarsi le forniture per questo inverno “a tutti i costi”. L’ordine è arrivato dopo che diverse regioni, le più industrializzate, hanno ridotto notevolmente la produzione. Con l’effetto, scrive Bloomberg, che di far salire ulteriormente i prezzi del carburante e del riscaldamento domestico in tutto il mondo. In Europa, i valori del gas naturale e dell’elettricità sono saliti a livelli record, segnalando che la carenza di approvvigionamento non farà che peggiorare proprio con l’inizio della stagione fredda. Lo shock energetico sta mettendo in difficoltà il lavoro delle Nazioni Unite per porre fine all’uso del carbone.

Secondo Jeffrey Halley, analista senior per l’area Asia Pacifico di Oanda, “si tratta di un segnale forte di quanto la Cina sia preoccupata per il mantenimento dell’industria e, cosa più importante, dell’inverno che è dietro l’angolo. E se le fonderie di acciaio e alluminio chiuderanno per lunghi periodi, questo si ripercuoterà sulle catene di approvvigionamento globali”.

Secondo l’analista, “niente di tutto ciò è una buona notizia nemmeno per l’Europa, che ora si troverà in una guerra senza ostacoli con l’Asia per le forniture spot di energia. La Russia, alla quale l’Europa ha stupidamente legato la propria sicurezza energetica, ha lasciato intendere che Gazprom potrebbe essere in grado di pompare più gas se solo si potesse accelerare l’approvazione del progetto Nord Stream 2”. Anche perchè, aggiunge Halley, “i prezzi spot del gas naturale in Asia sono scambiati vicino all’equivalente di 180 dollari al barile di Brent, il che significa che l’attrattiva del petrolio come sostituto del gas per la generazione di energia è quasi irresistibile”.

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