WEBINAR DI APRILE DEL CENTRO STUDI DI CONFINDUSTRIA

Durante il Webinar di Aprile del Centro Studi Confindustria “Oscillazione dei prezzi delle materie prime e impatto sulle produzioni industriali” sono stati presentati i dati elaborati da un’analisi tecnica dei mercati finanziari relativi alle cause della crisi, analisi economica e possibili scenari futuri per il mercato di materie prime, petrolio, gas e polimeri.

Secondo le elaborazioni, il mercato sta vivendo attualmente una fase di profondo disequilibrio, data da una forte crescita della domanda e da un’offerta che non riesce a farvi fronte. Ci si aspetta nel prossimo futuro una ripresa economica generalizzata, ma il problema continuerà a rimanere il prezzo delle materie prime. Per molte di queste, inoltre, il mercato cinese – e asiatico in generale – ha fatto scorte strategiche  già durante il 2020, forte di un’economia in ripresa dalla pandemia in anticipo rispetto all’Europa e al Nord America, generando la contrazione dell’offerta che le nostre imprese stanno soffrendo proprio in questi mesi.

Oltre agli aumenti della materia prima,  preoccupa infatti la costante mancanza della stessa, dovuta principalmente al fatto che in Europa non abbiamo impianti sufficienti per la produzione dei polimeri necessari alla produzione della plastica e ci troviamo costretti ad importare enormi quantità di materia prima. L’Italia che è il primo paese trasformatore di materiale plastico in Europa dopo la Germania,  è evidente che più di altri paesi stia fortemente soffrendo questa situazione.

Purtroppo le conseguenze sul mercato si faranno sentire anche nei prossimi mesi. Le aziende fornitrici hanno comunicato alle imprese acquirenti l’impossibilità di rispettare gli accordi commerciali sui prezzi dei quantitativi concordati proprio a causa del rilevante aumento.

Probabilmente il “grosso” degli incrementi delle quotazioni è già stato fatto e c’è da aspettarsi una fase di assestamento e di profonde flessioni dal 3’ trimestre 2021, periodo  in cui i settori potrebbero giovare dell’atteso rimbalzo dell’economia italiana che significherebbe recuperare parte dell’erosione del mark-up subita nella prima parte del 2021.