Il caro energia spaventa la gomma-plastica Unionplast lancia l’allarme.

Il repentino aumento della bolletta energetica, con riflessi su ogni aspetto della produzione, sta spingendo molti fornitori di materie plastiche, additivi e semilavorati ad introdurre sovrapprezzi energetici (surcharge), che si aggiungono ai rincari legati agli aumenti dei costi di materie prime e trasporti.
A seconda dei materiali, questi aumenti possono arrivare fino a 200-300 euro per tonnellata.

Una situazione che incomincia a destare preoccupazione tra i trasformatori di materie plastiche e gomma. A lanciare l’allarme è Unionplast, l’associazione di categoria che opera all’interno di Federazione Gomma Plastica: “I rincari energetici sono decisamente oltre ogni aspettativa – afferma il Presidente Marco Bergaglio – e l’industria non ha alternative che nel ribaltarle a valle. Come settore continueremo ad investire in efficienza energetica e in energie rinnovabili, per diminuire i nostri consumi e la nostra dipendenza dalla generazione elettrica fossile e dalla sua volatilità, ma lo possiamo fare solo con la piena collaborazione dei nostri clienti”.

Oltre a comportare maggiori oneri nell’acquisto delle materie prime, l’aumento della bolletta di elettricità e gas incide direttamente anche sui costi di trasformazione, generalmente ad alta intensità energetica. Soprattutto dopo gli investimenti fatti dall’industria negli anni scorsi per ridurre l’impatto ambientale e i consumi attraverso l’elettrificazione dei processi e l’adozione di sistemi di raffreddamento mediante pompe di calore elettriche ad alta efficienza.
“Il livello dei prezzi del Mwh, oltre 4 volte più alto del 2019 – aggiunge Bergaglio -, sta ora mettendo in seria difficoltà le imprese del settore, al culmine di questo processo di efficientamento mediante uso del vettore elettrico, con alcuni settori che hanno un’intensità elettrica vicina al 20% del loro valore aggiunto”.

unionplast costo energia

“Le previsioni sono oggi di grande tensione sul fronte del gas, con pericolo di scarsità nel corso dell’inverno, specie se le temperature saranno sotto media, e dunque con un prezzo dell’energia elettrica che rimarrà particolarmente elevato. Ma anche a medio termine, il prezzo dell’energia resterà elevato; dobbiamo forse abituarci ad un costo energetico molto più elevato che nella prima parte del nuovo millennio”.

Per affrontare la difficile congiuntura energetica, Unioplast chiede al Governo “di porre in essere tutti gli strumenti negoziali, anche in sede UE, per calmierare l’aumento del gas in Europa, per destinare i proventi della CO2 all’abbattimento della bolletta industriale, dopo averlo fatto per quella domestica, e di assicurare ai settori energivori il mantenimento degli attuali livelli di contribuzione alle rinnovabili, senza rivedere la normativa nella particolare situazione attuale di mercato”.

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