Shortage per 9 trasformatori su 10

Secondo EuPC le difficoltà di reperire le materie prime e i costi in forte aumento avranno ripercussioni sui mercati finali, anche alimentare e farmaceutico.

Le difficoltà di approvvigionamento di materie prime riguarderebbero il 90% dei trasformatori europei di plastica e gomma e in molti casi ciò provoca contrazioni della produzione e impossibilità di acquisire nuovi ordini: è quanto emerge da recenti sondaggi condotti dalle associazioni nazionali che compongono la federazione EuPC, da cui emerge anche la crescente difficoltà di approvvigionare settori chiave come l’industria alimentare e farmaceutica
Le oltre 50.000 piccole e medie aziende che costituiscono l’industria della trasformazione della plastica in Europa sono sotto forte pressione – afferma EuPC – e, mentre si stanno ancora riprendendo dagli effetti della pandemia, devono ora far fronte ad una scarsità di materie prime che non solo ha aumentato drasticamente i loro costi di produzione, ma minaccia anche di fermare l’attività produttiva.
EuPC prezzi

Secondo il Direttore di EuPC, Alexandre Dangis, i problemi di consegna sono sempre più diffusi, interessando anche commodities come polipropilene, polietilene e PVC, oltre ad additivi fondamentali per la produzione di compound e articoli in plastica. E non si tratta solo di una situazione congiunturale: “Le gravi perturbazioni del mercato che stiamo sperimentando in tutta Europa sono un sintomo dello squilibrio strutturale, a livello continentale, tra la produzione locale e la domanda di materie prime e additivi. Senza il ripristino di questo equilibrio, è molto probabile il ripetersi periodico di gravi interruzioni della filiera, che interesseranno anche i settori finali”.

EuPC andamento mercato“L’Europa è un importatore netto di materie prime polimeriche ed è quindi più vulnerabile alle perturbazioni del mercato – aggiunge Ron Marsh, presidente della Polymers for Europe Alliance -. Le attuali carenze sono causate da un miglioramento dell’economia globale, combinato con esportazioni di plastiche dall’Europa verso Asia e Nord America”. Scenario aggravato dai problemi logistici dovuti alla carenza di container in Europa, dalla minore produzione di plastica negli Stati Uniti e dalla forte crescita della domanda di alcune materie prime utilizzate per i dispositivi protettivi contro il Covid-19. “Inoltre – sottolinea Marsh -, assistiamo a un numero di dichiarazioni di forza maggiore che non ha precedenti”.

Non sempre – afferma EuPC – è possibile sostituire materia prima vergine con riciclato a causa di normative sulla sicurezza, ostacoli tecnici e requisiti di qualità. Inoltre, i riciclati non sono ancora disponibili in quantità sufficienti e con una qualità costante. Oltre tutto, laddove i riciclati sono opzioni percorribili, i prezzi stanno aumentando in modo significativo e la loro disponibilità sta diminuendo.

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