{"id":322,"date":"2021-06-24T11:02:15","date_gmt":"2021-06-24T11:02:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.axonsales.it\/blog\/?p=322"},"modified":"2021-06-24T11:02:15","modified_gmt":"2021-06-24T11:02:15","slug":"materie-prime-salgono-i-prezzi-frena-la-transizione-ecologica-e-digitale-il-ruolo-della-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.axonsales.it\/blog\/altro\/materie-prime-salgono-i-prezzi-frena-la-transizione-ecologica-e-digitale-il-ruolo-della-cina\/","title":{"rendered":"Materie prime, salgono i prezzi: frena la transizione ecologica e digitale. Il ruolo della Cina"},"content":{"rendered":"<p>Fabbriche di elettrodomestici, mobili, alimentari, automobili, a singhiozzo si stanno fermando tutte. Proprio ora che riparte la domanda. La questione \u00e8 che pressoch\u00e9 tutte le materie prime sono diventate introvabili e costosissime. Gli inglesi la chiamano \u00abeverything bubble\u00bb: la bolla sui prezzi di qualunque cosa. Per un Paese trasformatore come l\u2019Italia, che deve importare quasi tutto, sta diventando un problema serio. Quanto sta accadendo \u00e8 il risultato di tre fattori che si sommano: reali, finanziari e logistici.<\/p>\n<p><strong>Le cause<\/strong><br \/>\nPartiamo da quelli \u00abreali\u00bb. Nei primi mesi della pandemia i valori dei prezzi delle materie prime sono crollati del 20-30%. La Cina, che ha un\u2019economia pianificata, ne ha subito approfittato per fare scorte, avvantaggiata anche dal fatto di essere ripartita con quattro mesi di anticipo. Ma subito dopo i prezzi hanno ricominciato a salire, e ora sono alle stelle, perch\u00e9 tutti i Paesi sono ripartiti di scatto, con i magazzini di ogni continente vuoti per colpa dell\u2019organizzazione \u00abjust in time\u00bb (le imprese si sono abituate, per essere pi\u00f9 efficienti, a non accumulare scorte) e, quindi, adesso vanno riempiti da zero. Poi ci sono cause che hanno a che fare con i mercati finanziari. Le materie prime sono diventate un investimento interessante perch\u00e9 sono prezzate in dollari, moneta debole in questo momento, quindi sono convenienti per chi le acquista in euro o altre valute. Inoltre: investire in titoli di Stato d\u00e0 rendimenti bassissimi, quindi tanto vale mettere soldi in materie prime e sui titoli derivati a esse legati. A tutto questo bisogna aggiungere l\u2019aumento a dismisura dei costi di trasporto. Il Dry Baltic Index, indice che sintetizza gli oneri di nolo marittimo per prodotti secchi e sfusi (minerali, cereali, eccetera), ha registrato nell\u2019ultimo anno un +605%. Tra le cause anche l\u2019introduzione del nuovo regolamento approvato dall\u2019Organizzazione marittima internazionale che impone a tutte le navi di abbassare la quota di zolfo nell\u2019olio combustibile: dal 3,5% (massa per massa) dal gennaio 2020 si passati allo 0,5%. Questo cambiamento ha comportato la \u00abrottamazione\u00bb di parte delle navi e \u00abrevamping\u00bb di altre, anche per le navi portacontainer e portarinfuse che trasportano merci dalle Americhe, dall\u2019Africa, dall\u2019Asia e dall\u2019Australia, e il costo si \u00e8 scaricato sui prezzi.<\/p>\n<p>Secondo il professor Achille Fornasini, docente di tecnica dei mercati finanziari a Brescia, \u00abquesta situazione si sgonfier\u00e0, perch\u00e9 i livelli produttivi sono ancora pi\u00f9 bassi di quelli del 2019, quindi nel giro di alcuni mesi i prezzi scenderanno a livelli che rispecchiano la domanda reale\u00bb. Ma questo ragionamento non si applica a tutte le \u00abcommodities\u00bb. Ci sono infatti alcune materie prime necessarie in quantit\u00e0 mai utilizzate finora, perch\u00e9 sono indispensabili alle due rivoluzioni in corso nel sistema produttivo: la transizione green e quella digitale.<\/p>\n<p>Parliamo di rame, litio, silicio, cobalto, terre rare, nickel, stagno, zinco. In appena un anno lo stagno, usato per le microsaldature nel settore elettronico, ha registrato un incremento del 133%, e la domanda continuer\u00e0 a crescere a fronte di un\u2019offerta contratta. Il prezzo del rame \u00e8 aumentato del 115%. Il rodio \u00e8 una \u00abterra rara\u00bb utilizzata per collegamenti elettrici e per la realizzazione di marmitte catalitiche: pi\u00f9 447%. Il neodimio serve soprattutto nella produzione di super-magneti per i sistemi di illuminazione e l\u2019industria plastica. Richiestissimo: pi\u00f9 74%.<\/p>\n<p><strong>La Cina pigliatutto<\/strong><br \/>\nOggi i ricavi dalla produzione di carbone sono dieci volte superiori a quelli realizzati con la produzione dei minerali utilizzati nel processo di transizione. Ma, secondo l\u2019Agenzia internazionale dell\u2019energia, la situazione si capovolger\u00e0 entro il 2040.<\/p>\n<p>I pi\u00f9 lungimiranti sono stati i cinesi. A casa loro sono grandi estrattori di rame, litio, terre rare. E quello che gli manca se lo vanno prendere nei Paesi produttori: il nichel nelle Filippine e in Indonesia, in Congo possiedono le principali miniere di cobalto. Minerali che poi trasformano direttamente nella madre patria. Secondo Benchmark Mineral Intelligence, societ\u00e0 di analisi britannica, l\u201980% dei materiali grezzi necessari per la costruzione delle batterie agli ioni di litio proviene da aziende cinesi.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Europa sempre pi\u00f9 in difficolt\u00e0<\/strong><br \/>\nLa Commissione europea fa presente che le materie prime critiche sono trenta, tra le quali proprio il litio. Per l\u2019approvvigionamento di terre rare dipendiamo dalla Cina per il 98%, idem per il borato dalla Turchia, dal Sud Africa per il 71% del fabbisogno di platino. Secondo le stime della Commissione, per le batterie dei veicoli elettrici e lo stoccaggio dell\u2019energia nel 2030 l\u2019Ue avr\u00e0 bisogno di un approvvigionamento di litio fino a 18 volte superiore a quello attuale, e 5 volte di cobalto. Quantit\u00e0 che triplicheranno nel 2050, mentre decuplicher\u00e0 la domanda di terre rare utilizzate nei magneti permanenti (veicoli elettrici, tecnologie digitali, generatori eolici).<\/p>\n<p>Per l\u2019approvvigionamento di terre rare dipendiamo dalla Cina per il 98%, idem per il borato dalla Turchia, dal Sud Africa per il 71% del fabbisogno di platino.<\/p>\n<p><strong>Come se ne esce<\/strong><br \/>\nCon vent\u2019anni di ritardo rispetto alla Cina, lo scorso ottobre l\u2019Unione Europea ha costituito l\u2019Alleanza per le materie prime. La strategia \u00e8 quella di diventare pi\u00f9 autonomi puntando su tre obiettivi. Il primo: favorire l\u2019attivit\u00e0 estrattiva dei metalli presenti sul territorio europeo utilizzando tecnologie avanzate. La domanda di litio, per esempio, pu\u00f2 essere soddisfatta internamente per l\u201980% entro il 2025. Oggi i metalli strategici estratti in Europa, come il litio, vengono poi trasformati principalmente in Cina. Il processo di lavorazione andr\u00e0 invece sviluppato rapidamente a casa nostra. Sono stati creati sei centri d\u2019innovazione, di cui uno a Roma, con lo scopo di implementare il settore creando partnership tra imprese e tra imprese e universit\u00e0. In Italia abbiamo un po\u2019 di cobalto in Sardegna e a Punta Corna, in Piemonte, dove si trova anche il nichel; mentre a Gorco, in provincia di Bergamo, c\u2019\u00e8 lo zinco. Certo, si tratta di attivit\u00e0 invasive. Ma andr\u00e0 deciso una volta per tutte se lasciarle nelle mani di Paesi che, oltre a renderci dipendenti economicamente ed esposti ai ricatti dei prezzi, hanno regole meno rigorose delle nostre e utilizzano tecnologie pi\u00f9 inquinanti.<\/p>\n<p><strong>I danni del mancato riciclo<\/strong><br \/>\nSecondo punto: potenziare l\u2019attivit\u00e0 di riciclo dei metalli pregiati. Abbiamo dimostrato di saperlo fare con carta e alluminio, ma non con i rifiuti elettronici, a partire dalle batterie dei cellulari. Per quel che riguarda il riciclo delle batterie, mandiamo il grosso in Cina, che ormai domina il mercato mondiale, e la paghiamo svolgere questo tipo di attivit\u00e0. Poi dalla Cina compriamo le batterie nuove e buonanotte. Un minerale strategico \u00e8 il cobalto. Dai dati dello European Institute of Innovation Tecnology Rowmaterials: l\u2019Ue paga per importarne 40.000 tonnellate ogni anno, la met\u00e0 finiscono in prodotti che restano all\u2019interno della Ue, dove il riciclo a fine vita per\u00f2 \u00e8 minimo, quando invece una percentuale che pu\u00f2 sfiorare il 50% \u00e8 recuperabile. Inoltre andiamo a buttare migliaia di tonnellate di computer e telefonini usati nelle discariche di casa nostra e in Africa. Un comportamento irresponsabile che, da un lato, provoca un inquinamento gigantesco e, dall\u2019altro, deturpa l\u2019ambiente perch\u00e9 rende necessario estrarre nuovo cobalto. Per questo si dovr\u00e0 puntare su filiere di raccolta, stoccaggio e riciclo, che oggi mancano completamente. Terzo punto: costruire una politica estera e industriale comune per ottenere le concessioni dei minerali che non abbiamo.<\/p>\n<p>Sicomines, un consorzio di societ\u00e0 statali cinesi, nel 2008 ha firmato un accordo con il Congo per diritti di estrazione di rame e cobalto fino al 2033, per un valore stimato in 84 miliardi di dollari. In cambio si \u00e8 impegnata a investire 6 miliardi di dollari nelle infrastrutture del Paese e circa 3 miliardi nel settore minerario. Da anni in quelle miniere \u00e8 scandalosamente sfruttato il lavoro dei bambini, provocando l\u2019indignazione di mezzo mondo. Offrire condizioni migliori non \u00e8 solo una necessit\u00e0. \u00c8 un dovere.<\/p>\n<p>PRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n<p>Corriere della Sera<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fabbriche di elettrodomestici, mobili, alimentari, automobili, a singhiozzo si stanno fermando tutte. Proprio ora che riparte la domanda. La questione \u00e8 che pressoch\u00e9 tutte le materie prime sono diventate introvabili e costosissime. Gli inglesi la chiamano \u00abeverything bubble\u00bb: la bolla sui prezzi di qualunque cosa. Per un Paese trasformatore come l\u2019Italia, che deve importare quasi<a class=\"moretag\" href=\"https:\/\/www.axonsales.it\/blog\/altro\/materie-prime-salgono-i-prezzi-frena-la-transizione-ecologica-e-digitale-il-ruolo-della-cina\/\"><span class=\"screen-reader-text\">Leggi di pi\u00f9 a riguardoMaterie prime, salgono i prezzi: frena la transizione ecologica e digitale. 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